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1 gennaio

Odilone di Cluny (961–1049)

Abate

Martirologio Romano

A Souvigny, in Borgogna, oggi Francia, morte di sant’Odilone, abate di Cluny, che fu severo con sé stesso, ma dolce e misericordioso con gli altri. Stabilì tregue tra coloro che combattevano e, in tempo di carestia, aiutò i bisognosi con tutte le sue forze. Fu il primo a istituire nei suoi monasteri la Commemorazione di tutti i fedeli defunti, fissandola al giorno seguente la solennità di Tutti i Santi.

Consiglio pratico

Prega oggi per una persona defunta e compi il primo passo per stabilire una tregua in un conflitto vicino.

Biografia

Figlio della nobile famiglia di Mercoeur, nacque in Alvernia. Era canonico di Saint-Julien di Brioude quando l’abate san Maiolo lo invitò a diventare monaco cluniacense. Verso il 990 entrò nella comunità di Cluny. Nel 992 fu nominato abate coadiutore di san Maiolo e nel 994 abate di Cluny. Odilone segnò in modo decisivo la storia del monastero. Dolce e generoso, era noto in tutta la cristianità per la liberalità verso i bisognosi: «Preferisco essere condannato per la mia misericordia piuttosto che per la mia durezza». Gli fu attribuita la Tregua di Dio, che mitigava la crudeltà della guerra, anche se in realtà appartiene all’abate Oliva di Ripoll; a questa iniziativa unì le feste dei «Fedeli defunti» e di «Tutti i Santi».

Sotto il suo governo, rompendo con la tradizione di riforma monastica dei predecessori, Odilone pose le basi della «Chiesa cluniacense», costituita da una rete di fondazioni dipendenti dal centro e dall’abate. I monasteri cluniacensi passarono da 37 a 65 case, tra cui le abbazie di Paray-le-Monial, Vézelay e Moissac. Ottenne dai papi Gregorio V e Giovanni XIX gli strumenti giuridici della sovranità dell’abbazia: immunità e piena esenzione. Fu direttore spirituale di sant’Adelaide e ne scrisse la biografia. Ebbe rapporti con i maggiori sovrani della cristianità: i re di Francia Ugo Capeto e Roberto il Pio, su richiesta dei quali l’abate di Cluny riformò l’abbazia di Saint-Denis; e il re Sancho di Navarra, che inviò a Cluny il monaco Paterno per chiedere la riforma di San Juan de la Peña. Per questa opera Odilone viaggiò moltissimo in tutta Europa. Sembra che abbia rifiutato l’episcopato di Lione.

Durante il suo abbaziato lo scriptorium del monastero fu particolarmente attivo. Come il predecessore, Odilone fu un abile compilatore di testi. Importante fu anche la sua attività letteraria, che comprende inni e sermoni nei quali emerge la devozione eucaristica e mariana dell’abate. È sepolto nel monastero di Souvigny, nel Bourbonnais, dove volle morire come san Maiolo.

Esempio di

Governo al servizio degli altri