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3 aprile

Sisto I

Papa e martire

Settimo Papa, forse dal 115 al 125.

Biografia

Succedette a Evaristo che forse governò la Chiesa dal 108 e qualche anno dopo. Era figlio di due pastori, originario della zona VII della città denominata Via Lata, nei pressi dell'attuale Via del Corso, dove esiste ancora un viale con questo nome. In realtà il suo nome era "Xystus", nome probabilmente di origine greca, che verrà poi confuso con Sisto, poiché in realtà sarà il settimo Papa, cioè il sesto dopo Pietro.

Certamente gli vengono attribuite alcune norme di culto molto importanti. È Sisto, ad esempio, a decidere che durante la consacrazione nessuno, tranne i ministri del culto, possa toccare il sacro calice e la patena; Introduce inoltre nella messa, dopo il Prefazio, la recita del "Santo" congiuntamente tra sacerdote e assemblea e, pare, anche la formula finale dell'"Ite missa est", sebbene ciò non sia storicamente provato.

Regolò alcuni riti della messa e ordinò che i paramenti sacri fossero toccati solo dai sacerdoti. A lui sono attribuiti: l'introduzione del triplice canto del Sanctus nella messa; due lettere apocrife riguardanti la dottrina della Trinità e del Primato della Chiesa di Roma. A lui risalirebbero alcune divergenze con la Chiesa dell'Asia. Dopo il martirio fu sepolto accanto a San Pietro per volontà di Pasquale I.

Dopo mille anni i conti Alife di Benevento ne richiesero il corpo. Innocenzo II (164) lo concesse. Si racconta che durante il viaggio il mulo che trasportava l'urna, giunto nei pressi di Alatri, non volle proseguire. Gli abitanti di questa città ricevettero le sacre spoglie e le depositarono sull'acropoli, dove rimangono fino ad oggi.

Consiglio pratico

Vi prego, partecipate oggi alla Messa con speciale riverenza e abbiate cura dei gesti che circondano l'Eucaristia.

Esempio di

Amore dell'EucaristiaIl governo al servizio degli altri

Fonti e link correlati

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