31 luglio
Ignazio di Loyola (1491–1556)
Sacerdote
Sant'Ignazio, Iñigo López de Loyola, nacque nel 1491 a Loyola, ultimo di tredici fratelli.
Biografia
La sua vita trascorse, prima, tra la corte reale e l'esercito; Erano anni di frivola vita cortese, impegnata «nelle cose femminili, nei galà, nelle rivolte e nei giochi d'armi». Nel 1521, all'età di trent'anni, la sua vita cambiò radicalmente. Ha combattuto coraggiosamente a Pamplona. È stato gravemente ferito alla gamba destra ed è stato trasferito a Loyola. Per divertirsi chiese libri di cavalleria, ma gli diedero invece la "Vita di Cristo", "dei Certosini" e le "Vite dei Santi". Là lo attendeva la GRAZIA DI DIO. Ben presto si immerse nella buona lettura e disse tra sé: "San Domenico ha fatto questo, quindi devo farlo. San Francesco ha fatto questo, quindi devo farlo anch'io". Così ha deciso di “USCIRE” -il suo verbo preferito- IN GRANDI COMPAGNIE PER LA PIÙ GRANDE GLORIA DI DIO, motto della sua vita e del suo lavoro. Una volta convalescente dalle ferite, si recò al santuario mariano di Montserrat e su un pilastro accanto all'altare della Vergine appese la sua spada; Trascorse tutta la notte in veglia e in preghiera; Ha dato i suoi ricchi vestiti a un mendicante. Per un anno visse in una grotta vicino alla città di Manresa, chiedendo l'elemosina e facendo terribili penitenze. Lì scrisse il famoso libro degli “ESERCIZI SPIRITUALI”, metodo collaudato per avvicinarsi a Dio e approvato da molti Romani Pontefici, e sperimentò anche vari percorsi di mistica e di preghiera. Dopo la conversione, studiò Teologia a Parigi, dove fu raggiunto dai primi compagni con i quali avrebbe poi fondato, a Roma, "LA COMPAGNIA DI GESÙ" e che lavoreranno intensamente per la riforma della Chiesa. Fondò inoltre il Collegio Romano, modello per altri collegi, che sarebbe poi divenuto la celebre Università Gregoriana di Roma. Morì a Roma il 31 luglio 1556 e fu beatificato nel 1609 da papa Paolo V e canonizzato nel 1622 da papa Gregorio XV.
Consiglio pratico
Con semplicità e gioia correggi caritatevolmente un difetto che non va ignorato con pace, perseveranza e buon umore.