Santorale Encuentra
← Torna al Santorale

1 gennaio

Giuseppe Maria Tomasi (1649–1713)

Cardinale

Martirologio Romano

A Roma, san Giuseppe Maria Tomasi, sacerdote dell’Ordine dei Chierici Regolari Teatini e cardinale, che, desiderando ardentemente il rinnovamento del culto divino, si dedicò con tenacia alla ricerca e alla pubblicazione di antichi testi e monumenti liturgici, come pure alla catechesi dei bambini.

Consiglio pratico

Prepara con particolare cura la tua prossima partecipazione alla Messa e offri a Dio ogni risposta, silenzio e gesto.

Biografia

(Italiano: Giuseppe Maria Tomasi)

Nacque a Licata, in Sicilia, nella famiglia del principe di Lampedusa, duca di Palma di Montechiaro. I genitori curarono con attenzione la sua formazione cristiana e l’istruzione nelle lingue classiche e moderne, specialmente lo spagnolo, poiché la famiglia lo destinava alla corte di Madrid e, per i titoli nobiliari ereditati dal padre, alla dignità di Grande di Spagna.

A sedici anni rinunciò a tutti i titoli per entrare, nel 1666, nell’Ordine dei Chierici Regolari Teatini, nel convento di San Giuseppe a Palermo. Era prudente e umile, dotato soprattutto di grande intelligenza e capacità di studio. Studiò filosofia a Messina, Ferrara, Bologna e Modena, e teologia a Roma nella casa di Sant’Andrea della Valle. Fu ordinato sacerdote nella basilica di San Giovanni in Laterano nel 1673. Si specializzò in liturgia ed esegesi e scrisse vari libri: i «Codices Sacramentorum nongentis annis», gli «Antifonari» e i «Responsori» della Chiesa romana e altri scritti, tanto da essere chiamato «Principe dei liturgisti romani» e «Doctor Liturgicus». Trascorse quasi tutta la vita nella casa di San Silvestro al Quirinale, dedicandosi con feconda pietà all’esercizio dell’umiltà e perseverando nelle virtù e nello studio.

I papi lo chiamarono a Roma, dove ricoprì vari incarichi, ai quali si oppose sempre: consultore della sua congregazione; teologo delle Congregazioni dei Riti, delle Indulgenze e del Sant’Uffizio. La regina Cristina di Svezia lo volle tra i dotti che ornavano il suo circolo. Fu membro dell’Accademia romana dell’Arcadia. Il dotto rabbino della sinagoga di Roma, Mosè Cave, suo allievo in ebraico, fu da lui convertito al cattolicesimo. Fu confessore del cardinale Albani e, quando questi fu eletto papa Clemente XI, Tomasi gli ordinò di accettare l’incarico se non voleva commettere peccato mortale. Il papa si vendicò nominandolo cardinale del titolo dei Santi Silvestro e Martino ai Monti nel 1712. Aveva l’abitudine di insegnare il catechismo ai bambini della sua chiesa titolare.

È considerato uno dei precursori del Concilio Vaticano II, perché propose alcune prassi poi adottate: la forma attuale della Liturgia delle Ore per la celebrazione dell’Ufficio divino; la distinzione e l’uso del Messale e del Lezionario nella celebrazione dell’Eucaristia; e varie norme contenute nel Pontificale e nel Rituale romano.

Nonostante la fama di dotto, si distinse sempre per l’umiltà, che lo portò a pubblicare alcuni libri sotto pseudonimo. Ebbe una grande devozione a Maria e si segnalò per l’aiuto ai poveri e agli infermi. Morì di polmonite nella sua residenza di palazzo Passarini. I suoi resti riposano nella basilica di Sant’Andrea della Valle a Roma. San Giovanni Paolo II lo canonizzò il 12 ottobre 1986.

Esempio di

Amore per l’EucaristiaStudio della Sacra ScritturaLavoro intellettuale al servizio della verità

Fonti e link correlati

Per saperne di più