1 gennaio
Valentin Paquay (1828–1905)
Sacerdote francescano
Martirologio Romano
Nella città di Hasselt, presso Maastricht, in Belgio, il beato Valentin Paquay, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori, che si distinse per l’ammirevole esempio di carità cristiana nella predicazione, nel ministero della riconciliazione e nel promuovere la devozione al Rosario, e raggiunse grande santità nel suo spirito di umiltà.
Consiglio pratico
Fai oggi un sincero esame di coscienza e correggi con pace una mancanza concreta, senza scuse né scoraggiamento.
Biografia
Nacque a Tongeren, in Belgio, e ricevette il nome di Luigi. Dopo gli studi primari entrò nel collegio dei Canonici Regolari di Sant’Agostino a Tongeren per proseguire gli studi letterari. Nel 1845 fu ammesso al seminario minore di Sint-Truiden per i corsi di retorica e filosofia. Dopo la morte prematura del padre nel 1847, con il consenso della madre entrò nell’Ordine francescano a Tielt nel 1849.
Nel 1850 emise la professione religiosa e prese il nome di Valentin. Si recò subito a Rekem per studiare teologia, completandola nel convento di Sint-Truiden. Ordinato sacerdote a Liegi nel 1854, fu destinato a Hasselt, dove rimase per tutta la vita, svolgendo tra gli altri gli uffici di vicario e guardiano. Nel 1890 e nel 1899 fu eletto definitore provinciale.
Fu instancabile nell’apostolato. Predicava quasi continuamente e, per la parola semplice e persuasiva, era particolarmente stimato negli ambienti popolari e nelle organizzazioni religiose. Esercitava senza sosta il ministero del sacramento della riconciliazione, emulando il Curato d’Ars. Aveva il dono di penetrare le anime. Coltivava una profonda devozione all’Eucaristia e con il suo apostolato difendeva la comunione frequente. Fu anche molto devoto del Sacro Cuore di Gesù e di Maria. Nonostante la malattia, volle celebrare con grande gioia il cinquantesimo anniversario della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione. Morì a Hasselt in fama di santità. San Giovanni Paolo II lo beatificò il 9 novembre 2003.